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Ex Ilva, chiesto il rigetto della sospensione: depositate le memorie in vista dell'udienza del 9 settembre

Ex Ilva, chiesto il rigetto della sospensione: depositate le memorie in vista dell'udienza del 9 settembre
Foto Buonasera24

Sono state depositate oggi le memorie difensive con cui 11 cittadini di Taranto, tra i quali un minore, appartenenti all'associazione Genitori Tarantini, chiedono il rigetto dell'istanza presentata da Acciaierie d'Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria per ottenere la sospensione urgente dell'esecutività del decreto della Corte d'Appello di Milano. A predisporre gli atti sono stati gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, in vista dell'udienza fissata per mercoledì 9 settembre. Al centro del contenzioso c'è il provvedimento che dispone il fermo dell'area a caldo dello stabilimento entro il 28 ottobre: le società hanno chiesto la sospensione dell'efficacia del decreto ai sensi dell'articolo 373 del codice di procedura civile.

I legali dei cittadini contestano la percorribilità della richiesta e nelle memorie definiscono il ricorso un «ossimoro logico e processuale» e una «sospensione della sospensione cautelare». Uno dei passaggi centrali riguarda il rapporto tra tutela della produzione e diritto alla salute: «L'epoca dei diritti tiranni della produzione è terminata definitivamente», sostengono i difensori. Nelle memorie si legge che «i danni irreversibili paventati agli impianti non sono irreparabili» e non possono essere considerati superiori ai rischi per i cittadini ricorrenti: «Un impianto si può sempre sostituire, mentre la vita e la salute umana no». A sostegno vengono richiamati i recenti periodi di fermata e l'incidente del 23 agosto all'altoforno 2, con la fuoriuscita di una nube nera.

Parallelamente, l'associazione Genitori Tarantini è tornata a richiamare la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 25 giugno 2024, attribuendo quel risultato al lavoro degli avvocati Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni e della dottoressa Annamaria Moschetti: «Il punto più alto, quello che più ci rende orgogliosi della nostra azione inibitoria, ce lo ha regalato la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, il 25 giugno 2024».

L'articolo completo di Fabrizio Basile è disponibile su Buonasera24 al link qui sotto.

Fonte: Buonasera24 — Leggi l'articolo originale