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Ex Ilva di Taranto, la Cassazione conferma lo stop all'area a caldo: «La produzione deve rispettare salute e ambiente»

Ex Ilva di Taranto, la Cassazione conferma lo stop all'area a caldo: «La produzione deve rispettare salute e ambiente»
Foto Il Giornale d'Italia

Le Sezioni Unite civili della Cassazione hanno respinto i ricorsi di Ilva e Acciaierie d'Italia contro il provvedimento della Corte d'Appello di Milano: la sospensione della produzione nell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto «resta confermata». Il Giornale d'Italia ricostruisce le due condizioni a cui è legato lo stop, «la completa rimozione dell'amianto ancora presente negli impianti e l'adozione delle misure necessarie a riportare le emissioni di polveri sottili entro limiti di sicurezza», e ricorda che la sospensione era stata disposta il 27 luglio accogliendo parzialmente l'azione collettiva inibitoria «promossa da undici cittadini del comitato Genitori Tarantini, assistiti dagli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano».

L'articolo ripercorre il confronto processuale sull'amianto e sulle polveri sottili, con le posizioni della Procura generale, delle società e dei legali dei cittadini, che «hanno contrapposto le indagini epidemiologiche sui residenti del quartiere Tamburi, richiamando una frequenza del mesotelioma da asbesto quattro volte superiore all'atteso». L'articolo completo è sul Giornale d'Italia al link qui sotto.

Fonte: Il Giornale d'Italia — Leggi l'articolo originale ↗