Ex Ilva, sentenza storica della Cassazione: «Il diritto al lavoro non può essere contrapposto alla salute»

«La Corte Suprema di Cassazione mette un punto fermo in una delle più lunghe e controverse vicende giudiziarie della storia industriale italiana». Così Francesco Alberti su Buonasera24 presenta la sentenza n. 28087/2026 delle Sezioni Unite civili, presiedute da Pasquale D'Ascola con relatrice Paola Vella: 70 pagine che ricostruiscono la storia dello stabilimento, gli interventi legislativi, le autorizzazioni ambientali e le valutazioni scientifiche, e che rigettano sia il ricorso principale di Ilva sia quello incidentale di Acciaierie d'Italia.
L'articolo ricorda che la vicenda era cominciata il 16 luglio 2021 con l'azione inibitoria collettiva promossa da un gruppo di cittadini tarantini a tutela di circa 300mila residenti, «assistiti dagli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano», con l'intervento di Regione Puglia, Codacons e Gruppo di Intervento Giuridico. Al centro del ragionamento della Corte, il principio secondo cui «il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro», e il dato delle 2.140 tonnellate di amianto ancora presenti nei cowper degli altiforni. L'articolo completo è su Buonasera24 al link qui sotto.
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