«I cittadini ionici non saranno più cavie»: l'intervista ad Ascanio Amenduni sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Nell'edizione cartacea di martedì 28 luglio 2026 (pagine 2-3, «La vertenza Taranto»), La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica un'intervista di Francesco Casula all'avvocato Ascanio Amenduni, che con il collega Maurizio Rizzo Striano ha sostenuto l'azione inibitoria dell'associazione Genitori Tarantini accolta dalla Corte d'Appello di Milano. L'occhiello: «La produzione va fermata senza indugi».
«Finalmente i cittadini di Taranto non saranno più cavie: non dovranno aspettare anni che le misure di sicurezza per la salute siano realizzate con l'angoscia di ammalarsi, con la paura dopo ogni malessere. La portata rivoluzionaria della sentenza della Corte d'appello di Milano che impone lo stop all'ex Ilva entro 90 giorni sta proprio in questo: non attendere il futuro, ma applicare ora quanto sancito dalla Corte di Giustizia Europea: se una fabbrica porta con sé rischi per la salute e l'ambiente, va sospesa immediatamente».
La decisione, spiega l'avvocato, è «certamente più severa del primo grado»: «la Corte usa la parola "tout court" per disporre la sospensione dell'attività nell'area a caldo dello stabilimento. La produzione, cioè, va fermata ora, senza indugi. Il termine di 90 giorni riguarda il completamento delle operazioni di spegnimento in sicurezza». E al tema delle polveri sottili il provvedimento aggiunge «l'elemento della presenza massiccia di amianto nell'ex Ilva»: «il processo produttivo va interrotto adesso e riprenderà se e quando sarà eliminato qualunque rischio della salute umana».
Sull'azione inibitoria collettiva, istituita nel 2021 e qui alla prima applicazione: «Abbiamo promosso un'azione contro un'impresa sostenuta dallo Stato e sapevamo di avere in mano solo una fionda come Davide contro Golia. Ce ne siamo accorti nel corso del processo, ma non abbiamo mai rinunciato. E credo che sia l'unico approccio possibile: oggi siamo felici per la salute dei tarantini».
Sull'ipotesi di un nuovo decreto per l'ex Ilva, infine, il Governo «dovrà fare attenzione alla sentenza della Corte Costituzionale del 2024» sulle norme retroattive dichiarate incostituzionali: «Non credo che stavolta sarà così semplice». L'intervista integrale è sull'edizione cartacea e digitale della Gazzetta del Mezzogiorno del 28 luglio 2026.