Ilva, svolta storica. L'area a caldo resta chiusa

Svolta storica per l'ex Ilva di Taranto: i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno confermato il provvedimento con cui, il 27 luglio, era stato disposto il blocco dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico a seguito del ricorso presentato da Genitori Tarantini, respingendo l'istanza con cui i legali di Acciaierie d'Italia e dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria chiedevano di sospendere lo stop. Secondo Lo Jonio, il provvedimento di fermata dovrà essere attuato entro il 28 ottobre.
Per gli avvocati dell'azienda il blocco dell'area a caldo avrebbe comportato l'impossibilità di riavviare gli impianti, con un danno irreversibile. Gli avvocati dei Genitori Tarantini, Rizzo Striano e Amenduni, hanno invece sostenuto nelle loro controdeduzioni che il prolungamento dell'attività avrebbe continuato a esporre a pericolo cittadini e lavoratori. Lo stop resterà in vigore, scrivono i giudici, fino a quando non sarà «rimosso integralmente l'amianto ancora presente» e non verranno «adottate le misure necessarie per ricondurre l'emissione di polveri sottili entro i limiti di sicurezza. Il bilanciamento tra i contrapposti interessi non può che far propendere a favore delle ragioni di tutela della salute».
Le conseguenze, scrive la testata, saranno pressoché immediate: un nuovo vertice a Palazzo Chigi sul futuro dell'ex Ilva e un bando di vendita che ora dovrà riguardare solo l'area a freddo. L'articolo completo è su Lo Jonio al link qui sotto.
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