L'Ilva si spegne: la Cassazione conferma la chiusura dell'area a caldo dell'acciaieria

«Game over. L'Ilva di Taranto si spegne». Così Francesco Casula apre sulla Gazzetta del Mezzogiorno l'articolo sulla sentenza con cui la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Ilva in As e Acciaierie d'Italia in As, confermando il decreto della Corte d'appello di Milano che aveva disposto l'interruzione dell'attività produttiva nell'area a caldo. La sentenza di 70 pagine, scrive la Gazzetta, «ha quindi dato ragione alla tesi sostenuta dall'associazione Genitori Tarantini che con gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano sono riusciti a far prevalere il diritto alla salute sul quello alla produzione».
L'articolo riporta il passaggio della motivazione in cui la Suprema Corte afferma che diritto alla vita e alla salute e diritto al lavoro «non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto», e quello in cui si precisa che l'ordine dei giudici «non determina di per sé alcun effetto segregativo sui beni dell'impresa, incidendo solo sulle modalità di esercizio dell'attività produttiva». «Insomma l'ex Ilva potrà tornare a produrre se e solo quell'attività industriale non metterà mai più a rischio la salute e l'ambiente», conclude Casula. L'articolo completo è sulla Gazzetta del Mezzogiorno al link qui sotto.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno — Leggi l'articolo originale ↗