Maturità a 16 anni col massimo dei voti: «studentessa da record» vince causa contro scuola e Ministero

Ha conseguito a 16 anni il diploma di liceo scientifico quadriennale, indirizzo TrED (Transizione ecologica e digitale), con il voto di 100/100, dopo una battaglia giudiziaria conclusa con una sentenza favorevole del Consiglio di Stato. Lo racconta la Gazzetta del Sud: la Settima Sezione, con pronuncia del 22 settembre 2026, ha accolto l'appello della studentessa, «la cui identità resta protetta», annullando gli atti con cui l'istituto aveva disposto il suo trasferimento dal percorso sperimentale quadriennale a quello ordinario quinquennale. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito è stato condannato al pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio, liquidate in 3.000 euro oltre oneri.
La vicenda risale all'anno scolastico 2022-2023. Nel settembre 2024 la scuola aveva contestato un requisito legato alla precedente carriera scolastica: dopo un anno di istruzione familiare e un esame di idoneità, la studentessa era stata ammessa direttamente alla seconda classe della primaria, un'abbreviazione ritenuta incompatibile con le regole della sperimentazione. I genitori avevano impugnato il trasferimento davanti al TAR Puglia, che aveva respinto il ricorso, «decidendo poi di rivolgersi al Consiglio di Stato con gli avvocati Fiorenzo Calcagnile e Ascanio Amenduni». In via cautelare i giudici avevano consentito alla ragazza di proseguire il quadriennale, intervenendo una seconda volta per imporre il ripristino del registro elettronico e dell'account, con una penalità di 100 euro per ogni giorno di ritardo.
Nella sentenza definitiva il Collegio ha ritenuto illegittimo l'intervento in autotutela, «adottato a circa due anni dall'ammissione al percorso sperimentale e oltre il termine ordinario di dodici mesi previsto dalla legge per l'annullamento d'ufficio», escludendo che potesse invocarsi una falsa rappresentazione dei fatti imputabile alla famiglia: l'errore era rilevabile dal fascicolo personale. Censurata anche «la mancata valutazione comparativa tra l'interesse pubblico al rispetto delle regole della sperimentazione e quello della minorenne alla continuità del percorso formativo». L'articolo completo è sulla Gazzetta del Sud al link qui sotto.
Fonte: Gazzetta del Sud — Leggi l'articolo originale ↗