Ex Ilva, la Corte di Milano conferma lo stop, le reazioni della città: ambientalisti parlano di «vittoria storica»

Il diritto costituzionale alla salute prevale sulle ragioni della produzione industriale: con questo principio, scrive TarantoToday, la Corte d'Appello civile di Milano ha respinto l'istanza di sospensiva di Acciaierie d'Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, ribadendo la piena efficacia del decreto del 27 luglio emesso nell'azione inibitoria collettiva promossa dall'associazione Genitori Tarantini insieme ad altri residenti e curata dai legali Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano. Secondo la testata, lo spegnimento dell'area a caldo dovrà essere operativo entro il 28 ottobre 2026.
Per l'associazione PeaceLink si tratta di una pronuncia fondamentale: «Questa decisione è una vittoria storica dei cittadini di Taranto. La Corte d'Appello di Milano ha sancito un principio fondamentale: il diritto alla vita e alla salute non è negoziabile di fronte a interessi economici, per quanto ingenti». L'associazione ha dedicato il risultato alla memoria degli attivisti scomparsi e in particolare a Emilia Albano, storica animatrice dei Genitori Tarantini.
L'assessora all'Ambiente del Comune di Taranto, Fulvia Gravame, ha sollecitato un intervento rapido dell'esecutivo: «A questo punto è necessario che il Governo assuma pienamente la responsabilità di questa fase, dando seguito alla chiusura dell'area a caldo e garantendo, nello stesso tempo, tutte le necessarie tutele ai lavoratori e alle loro famiglie», richiamando le riconversioni industriali di Bilbao e della Ruhr. L'articolo completo, con le altre reazioni della città, è su TarantoToday al link qui sotto.
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